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LO SLACKLINING in apparenza riporta subito a uno sport ‘da circo’: l’acrobata sulla corda nel vuoto.In realtà, il contenuto tecnico è molto maggiore: si cammina su una ‘fettuccia’ tubolare o piatta larga tra i 25 e i 50 mm tesa tra due punti di ancoraggio, che possono essere in ambiente naturale, ma più spesso anche in palestra o in ambiente urbano moderno o anche tra antichi e suggestivi monumenti.
A differenza del funambolismo classico, in cui si utilizza una corda di acciaio con qualità statiche, il materiale utilizzato per la slackline ha caratteristiche dinamiche che causano movimenti oscillanti che l’atleta deve contrastare per non perdere il bilanciamento. Richiede quindi equilibrio, concentrazione, coordinamento, tensione fisica, creatività e coraggio. Spesso la slackline viene tesa su gole o tra guglie rocciose; altezze di 100 metri non sono una rarità. Nonostante l’atleta sia assicurato con un’imbracatura, sulla highline lo sforzo, soprattutto mentale e psicologico, è enorme. È proprio l'elasticità che le dà il nome, slack-line, che in italiano possiamo tradurre in filo-molle, per distinguere questo 'filo' dalla fune tesa o tightrope in inglese.Da sottolineare che 'tightrope walker', cioè il camminatore della fune tesa, viene tradotto in italiano in funambolof (lat. "funis" - corda, "ambulare" - andare) che risale al terzo secolo a.C. camminanre sulla corda era già conosciuto Lo slackling nasce negli Stati Uniti principalmente in Yosemite Valley nei primi anni 80 dove si sviluppa specialmente nell'ambiente dell'arrampicata,in Europa si sta diffondendo in questi anni.
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